
Un fornitore ci chiede di cambiare l'IBAN
Un'email credibile, il fornitore vero, una fattura in scadenza e un nuovo IBAN. È la truffa più costosa per le aziende: si ferma con una telefonata.
Il problema
Arriva un'email dal fornitore di sempre, con il suo logo, il suo tono e magari il seguito di una conversazione vera. Comunica che le coordinate bancarie sono cambiate e chiede di pagare la prossima fattura sul nuovo IBAN. Spesso la casella del fornitore è stata davvero violata, oppure l'indirizzo è quasi identico. Il bonifico parte, e i soldi spariscono.
Cosa fare subito
- Non pagare finché il cambio non è confermato.
- Telefona al fornitore usando un numero che avevi già, non quello scritto nell'email.
- Se hai già pagato, chiama subito la tua banca e chiedi il richiamo del bonifico: le prime ore contano.
Come capire se ti riguarda
- Il cambio di IBAN arriva via email, senza preavviso, a ridosso di una scadenza.
- C'è urgenza o riservatezza: "il commercialista ha chiuso il conto", "non parlarne".
- L'IBAN è di un'altra banca, magari estera, o l'intestatario non coincide.
- L'indirizzo del mittente ha una lettera diversa o un dominio simile.
Come risolverlo
- Verifica a voce, sempre. Ogni cambio di coordinate si conferma con una telefonata a un contatto noto. *Chi: amministrazione. Evidenza: annotazione della verifica.*
- Se il bonifico è partito: banca subito, poi denuncia alla Polizia Postale. Conserva email originali (con intestazioni), fatture e ricevute.
- Avvisa il fornitore. Se la sua casella è stata violata, anche altri suoi clienti sono a rischio.
- Controlla la tua posta. Verifica regole di inoltro sospette e accessi anomali: a volte la casella violata è la vostra. *Chi: IT.*
- Valuta gli obblighi. Se siete un soggetto NIS e l'evento coinvolge i vostri sistemi, il Referente CSIRT valuta se è un incidente da notificare.
Come evitare che si ripeta
Procedura scritta per il cambio coordinate: richiesta formale, verifica telefonica, doppia approvazione per importi rilevanti, primo pagamento di prova. Autenticazione a più fattori sulle caselle di amministrazione.
Quando chiedere aiuto
Se la frode è riuscita o sospettate una casella compromessa, coinvolgete subito un team di risposta agli incidenti: va capito da dove è entrato l'attaccante.
Dal libro
«Quasi tutti gli incidenti non nascono da una falla esotica in un software, nascono da processi, da persone, da fornitori.»
— *NIS2. La carta che guida*, capitolo 10
Uno spunto in più
Mettete un cartello vicino a chi fa i pagamenti: "IBAN nuovo? Telefono prima". Costa niente e ferma la truffa più cara.


